Pete Fowler is f**king my head

7 Marzo 2007 Commenti chiusi


Con i Super Furry Animals non ci siamo mai presi tanto. E? bene dirlo subito. Ho ascoltato in passato qualcosa del gruppo gallese, ma senza entusiasmarmi. Poi scopro ora che uno dei miei artisti preferiti gli disegna ? quasi da sempre ? le copertine, tanto per fare un esempio tangibile, ?Phantom Power? del 2003.
Mi sto riferendo a Pete Fowler, geniale illustratore nato nel ?69 a Cardiff – gallese anch?egli quindi ? con passato di freelancer ed oggi vero e proprio designer toy con un proprio brand, la Playbeast che produce i suoi oggetti in vinile, poster, tavole da skate e quant?altro (ha concepito pure una bellissima riproduzione della band dei Magic Numbers !).
Tra uno spot e l?altro ? ne ha prodotto uno per la Kia Picanto ? ha dato vita alla storia a fumetti ?Monsterism Island?, dal taglio cartoonist figlio di artisti japan come Takashi Murakami (qualcun ha mai letto ?Tokyo Soup? di Ryu Murakami, quello del leggendario “Tokyo Decadence”? La donzella in copertina è opera sua), ricco di personaggi diversi e tutti stravaganti, già arrivato alla terza serie. Per caratterizzare al meglio i vari mostriciattoli, Fowler ha creato delle piccole storie personali ed una vera e propria colonna sonora disponibile su cd, ?The Sound Of Monsterism Island? uscita su Heavenly e prossimamente in arrivo con la seconda parte (su Poptones, stavolta). Ci sono dentro un po? di band dei seventies, da The United States of America ai Dead Meadows, dai Silver Apples ai White Noise, con brani ultra psichedelici, acidissimi e molto heavy, per la prima volta apparsi su cd.
Tutto questo – e molto altro ancora – fa parte del mondo di Pete Fowler.
Inutile aggiungere che me ne sono innamorato pazzamente e che da un po? di tempo, per casa mi girano strane creature alte una decina di cm., colorate e molto simpatiche.

Buh!

20 Febbraio 2007 4 commenti

Beh intanto non sono sparito, sto solo aspettando che finisca l’inverno ed il consueto letargo che mi colpisce annualmente in questo periodo…
E poi tanta bella musica non è che sia uscita o no? Mi pare un periodo così, di transizione, un po’ stittico, nulla che valga la pena ascoltare per più di un paio di volte (ad eccezione di Shins e Sean Lennon). I Low mi hanno deluso abbastanza. A voi vi sono piaciuti?
Poi sto convogliando ultimamente tutte le mie residue energie (quelle poche rimaste nel cercare di finire l’appartamento dove dovrei traslocare al più presto…incrociamo le dita) sulla fotografia e sul mettere un po’ a posto le cose sul sito che le ospita.
Qui potete dare una scorsa ai miei (e della mia ragazza) tentativi artistici. I modelli sono un po’ statici, non trovate?
Magari ne farò un post prossimamente su tutta questa piccola/grande cosa…ma anche no!

Fuoco amico

8 Febbraio 2007 3 commenti


Il mio nome è Sean.
Ma quello era un film.
Il mio nome è Sean Lennon. Lennon come quello dei Beatles. Assassinato su un marciapiede di New York. Dead Meat.

?Rubber Soul? che torna alla memoria, come se ce ne fosse bisogno. Come se qualcuno lo avesse dimenticato.
Perché lui può e deve. Il fantasma del padre come paracadute, nel volare tra armonie zuccherine e melanconie tipiche di questi anni. Parachute.

Ed il fuoco si accende di colpo, torna a rivivere. Fiammate amiche. Friendly Fire.

Un?attesa di parecchi anni che ne è valsa la pena. Dopo ?Into The Sun?, dopo beckismi forse inutili, dopo un amore andato via. Finito. Falling Out Of Love.

Sean & Yuka. Giovani John & Yoko della nostra generazione. Forse era troppo. Ma è stato giusto aspettarsi un disco del genere, è stato giusto aspettarselo da lui, è stato giusto aspettarlo, Sean. Wait For Me.

Perché è uno Spectacle. La sua voce nasale, le melodie che crescono come fiori multicolore, insegne al neon che si accendono e si spengono. On Again Off Again.

E ti trovi di nuovo al centro dell?attenzione, tu che ci sei sempre stato dopotutto. Dolente o nolente. E ne hai sofferto, certo, come potresti non averlo fatto. Headlights.

Ti sei riappropriato di te stesso quindi, della tua vera anima, di quella musica che per forza di cose è sempre stata dentro di te perchè ti scorre nelle vene da quando hai aperto gli occhi. E? nel tuo dna. E allora non aver paura, suona Sean, suona la tua musica pop – vagamente psichedelica – perché potresti essere il numero uno. Perché no? Would I Be The One.

E Tomorrow sarà un altro giorno. Per noi un altro giorno in cui immergersi nell?atmosfera sognante del tuo disco, tra ricordi e rimandi, beatitudini e fragilità. Nella perfezione del pop.

La sicurezza degli oggetti

30 Gennaio 2007 1 commento


E’ tempo di cazzeggio…

Qui ce ne sono altre…

E’ arrivato

24 Gennaio 2007 6 commenti

…anche qui, inevitabilmente.
Si fa chiamare inverno.
Ho paura.

Sister confusion

9 Gennaio 2007 3 commenti


Questo post dovevo scriverlo già da qualche tempo, ma poi, si sa, le cose si sovrappongono, si dimenticano, si lasciano depositare.
In attesa del nuovissimo e terzo album (quello difficile, si sa!) delle amatissime CocoRosie non ci rimane che sopperire con alcuni video. Non proprio dei videoclip musicali, ma solo degli spot in cui le nostre eroine sono state invitate a musicare. L’effetto è garantito, meglio di tanti videoclip?!?!?
E non storcete il naso. Non si sono vendute. E’ il prezzo da pagare con la popolarità e la (vera) qualità della proposta. E poi chi non sarebbe contento di sentire alla tv, tra un tg ed il solito tormentone pubblicitario un po’ di sano christian rap/black metal/disco house (parole loro!!!) ?!?!?!?
Quindi:
uno
…e due

2006, adios !

19 Dicembre 2006 10 commenti


L?altra sera, appena finito di cenare, ho acceso il portatile per appuntarmi delle cose che avevo in testa e mettere qualche pezzo su iTunes.
La mia ragazza scodinzolava per la camera, inebriata dall?atmosfera natalizia, e guardandola ho pensato di farle una bella playlist per il suo nano.
Le canzoni le avevo in testa da un po?- si aggirano neanche farlo troppo apposta nei territori dell?indietronica – ed aspettavo solo il momento giusto per fermarle.
Quindi niente classica lista di dischi quest?anno da queste parti ? i soliti beninformati sapranno dove andarla a leggere ? ma solo dieci canzoni che condivideremo insieme, anche con voi. Brani che nel 2006 e soprattutto ultimamente, non faccio che ascoltare. Eccola qui:

Hot Chip ? the warning (from ?The Warning?): ho scoperto tardi il cd e questo pezzo mi ha folgorato. Letteralmente.

Beach House ? childhood (from ?Beach House?): difficile scegliere un solo brano del duo delle meraviglie. Cullanti come la migliore delle ninne nanne.

The Whitest Boy Alive ? burning (from ?Dreams?): il nome dice già tutto, visto che ne ho scelto uno praticamente uguale per il mio spazio fotografico su flickr. Erlend Oye – che dire ? non sbaglia un colpo.

Tunng ? the pioneers: potevano mancare? Uno dei miei gruppi preferiti degli ultimi tempi alle prese con un pezzo dei Bloc Party. Nessun confronto: asfaltati!

James Figurine ? pretend it?s a race and i?m on your side (from ?Mistake Mistake Mistake Mistake?): Tamborello ha tutta la mia stima, anche solo per aver inciso (This Is ) The Dream Of Evan And Chan e per aver creato i Postal Service. Devo continuare?

Melodium ? saturday morning (from ?Music For Invisible People?): il francesino con i suoi strumenti giocattolo. Sempre più visibile.

Junior Boys ? so this is goodbye (from ?So This Is Goodbye?): gran disco dopo quello precedente. L?ho consumato.

Nathan Fake ? stops (from ?Drowning In A Sea Of Love?): la punta dell?iceberg di un album forse anche un po? sopravvalutato. Ma mi ricorda tanto Four Tet e pertanto?

Uphill Racer ? the fat grin of the enemy (from ?No Need To Laugh?): passati come una meteora potrebbero essere la vostra stella cometa?Qui l?mp3.

Christopher Willits ? green and gold (from ?Surf Boundaries?): un losangelino che omaggia il surf, le onde e l?oceano fin dal titolo. Poteva mancare? Qui un significativo mp3.

Ossario

29 Novembre 2006 10 commenti


Ogni volta che passo di qua mi si stringe il cuore. E la rabbia sale.
Ogni volta che passo sotto questo maledetto tunnel della mia adorata San Paolo.
Un tunnel come tanti, e come tanti, totalmente annerito dallo smog causato dal passaggio di migliaia di auto. Ogni giorno. Ininterrottamente.
Auto di gente che torna dal lavoro, stanca ed incurante di questo scempio.
Auto di turisti che possono solo continuare a raccontare quanto questa città sia sporca.
Auto con a bordo bambini che vanno a scuola, e che dal finestrino notano quanto nessuno faccia nulla per fermare questo degrado dove purtroppo sono destinati a crescere.
Ho pensato di farlo a modo mio, allora.
Ho cominciato a disegnare teschi su questa tela di smog. Ho raschiato via l?inquinamento per trovare il bianco di questi teschi. E ne ho fatto uno, poi due, dieci, venti, ecco a voi il mio Ossario. E poi ho sentito le sirene in lontananza avvicinarsi sempre più ed è arrivata la polizia.
Mi hanno bloccato. Ma ero sereno e non avevo paura di finire dentro.
Mi hanno solo detto di non continuare. Perché pulire non è un reato e ci avrebbero pensato poi loro a finire di ripulire il tunnel, restituendolo al suo iniziale candore.
E così è stato fatto.
Ora quando passerò di qua, non troverò più la mia opera ma qualcosa di più.
Mi chiamo Alexandre Orion e sono un artista brasiliano. Di San Paolo.

..insomma, una famiglia di artisti!!

23 Novembre 2006 8 commenti


helimax (1 month ago)
The drummer is my cousin – legend.he uses wierd instruments for cool sounds – shells ,bells,sticks,bones, and ceramic musical instrument my mum makes (artist).

Questo è il bel commento che ho trovato a corredo di un video dei fantasmagorici Tunng, dopo un pomeriggio passato su youtube. Che sia veritiero o no, non importa, anche se penso che lo sia. Non lo trovate adorabile e molto tenero?

I ride my bike…

15 Novembre 2006 7 commenti


Questa è un po’ ritoccata.
Qui la potete trovare nella sua versione originale con alcune altre.